Roma - Catania 4-3


ROMA (4-3-1-2): Artur; Cassetti, Mexes, Panucci, Riise; Brighi (75' Taddei), De Rossi, Perrotta 883' Montella); Pizarro; Vucinic (67' Menez), Totti. A disp.: 27 Bertagnoli, 13 Motta, 21 Diamoutene, 22 Tonetto. All: Spalletti.

CATANIA (4-3-1-2): Kosicky; Silvestre, Terlizzi (83' Silvestri), Stovini (46' Llama), Capuano; Sciacca (46' Izco), Biagianti, Tedesco; Mascara; Martinez, Morimoto. A disp.: 20 Acerbis, 18 D'Amico, 14 Falconieri, 9 Paolucci. All: Zenga.

RETI: 13' Perrotta, 15' Tedesco, 16' Vucinic, 30' Terlizzi (aut.); 47' Mascara, 72' Morimoto, 91' Panucci.

ARBITRO: Gava di Conegliano Veneto.

SQUALIFICATI: -

INDISPONIBILI: Cicinho, Aquilani, Juan, Doni, Baptista; Carboni, Ledesma, Potenza.

DIFFIDATI: Aquilani, Cassetti, De Rossi, Menez, Mexes, Taddei, Vucinic, Motta, Totti; Bizzarri, Paolucci, Capuano, Silvestre, Potenza, Baiocco, Biagianti, Silvestri.

AMMONITI: Silvestre, De Rossi, Izco.

ESPULSI: -

Commento:
La formazione di Spalletti credeva, così come tutti i bookmakers, che la partita contro gli etnei era solo una prassi. La formazione etnea infatti da circa sei giornate girovagava per l'Italia, con zoccoli ed occhiali da sole al seguito, regalando, non giocando o giochicchiando, punti a destra e a manca.
Ma la gara contro la Roma ha ormai assunto il sapore di un derby e i fischi piovuti nella gara interna contro la Fiorentina hanno risvegliato gli undici rossazzurri.
La gara in un clima estivo, reso ancor più caldo dalla preannunciata contestazione dei tifosi giallorossi, regala subito emozioni mostrando due squadre che se la vogliono giocare alla pari. La Roma assume il pallino del gioco e alla prima vera occasione, su un clamoroso svarione di Stovini versione hawaiana, Vucinic guadagna un pallone su lancio dalla trequarti, si porta sul fianco sinistro e scodella un cross dove Perrotta, lasciato libero da un dormiente Terlizzi, deve solo appoggiare in rete di testa. Partita subito in salita per gli unidici etnei che però non demordono e subito trovano il pareggio: l'eccellente Sciacca dribbla un avversario, avanza qualche metro e con un preciso taglio fa filtrare un pallone per l'accorrente Tedesco che ha di fronte una prateria. A differenze di sette giorni prima, è lucido nello scavalcare con un preciso pallonetto Artur. Risultato che torna quindi in parità.
La partita però non offre soste e la Roma passa di nuovo avanti un minuto dopo: Vucinic fa quel che vuole al limite dell'area di rigore, triangola con Perrotta e con un potente destro infila l'incolpevole Kosicky. A questo punto il Catania scompare per venti minuti. La formazione capitolina avrebbe, con la complicità della disastrosa difesa rossazzurra, l'opportunità di chiudere l'incontro ma, vuoi l'imprecisione vuoi qualche buona parata dell'estremo difensore etneo, il risultato resta sul due a uno. Martinez, in forma strepitosa, non ci sta e decide di fare tutto da solo: salta mezza squadra avversaria, si presenta davanti ad Artur che riesce a parare, sulla ribattuta Sciacca tira a botta sicura ma il contestatissimo portiere giallorrosso compie un secondo miracolo e devia in angolo. Ma quando sembra essere il momento migliore, la formazione di casa porta a tre le reti: cross di Riise dalla sinistra su cui si avventa ancora una volta Perrotta, il tiro è fatalmente deviato dal disastroso Terlizzi: Roma 3, Catania 1. Il primo tempo non regala più nulla, anche se ci sarebbe un netto rigore su Tedesco chiaramente spinto da Cassetti: l'arbitro sorvola. Si chiudono quindi i primi quarantacinque minuti con una curiosità: si son dovuti aspettare 36 minuti di gioco per vedere il primo fallo fischiato alla formazione siciliana.
La ripresa si apre con due sostituzioni operate dal mister Zenga: dentro Llama e Izco per il turista Stovini e per il giovane Sciacca.
Passano due minuti e il Catania accorcia: punizione dal limite dell'area e Mascara realizza sorprendendo Artur sul suo palo. È un Catania diverso, rianimato dalla verve di Llama e Izco, che assume il possesso del gioco. Morimoto prova con un'azione solitaria riuscendo a guadagnarsi lo spazio per la conclusione, ma il pallone termina di poco al lato. La formazione etnea è scatenata: Tedesco lascia partire un cross dalla sinistra, Martinez, lasciato solo, sbaglia incredibilmente a due passi dalla porta. È solo Catania: Llama, voglioso di riscatto, ci prova due volte dalla distanza con potenti e precisi bolidi. Artur è costretto a deviare in angolo. Al 28esimo la formazione rossazzurra pareggia meritatamente: l'ottimo Tedesco guadagna un pallone sulla trequarti e con un esterno sinistro imbecca Morimoto. Il giapponese brucia Mexes in velocità e riporta in parità l'incontro.
Ci si attende una reazione dei capitolini, ma è ancora il Catania a crederci e a cercare la vittoria: Martinez fa tutto bene, dribbla uno, due, tre giocatori, entra in area di rigore ma Artur è bravo ad anticiparlo. A questo punto, con un Olimpico misto fra silenzio imbarazzato e fischi convinti, Spalletti prova i jolly Menez e Montella. Quando la partita sembra incanalarsi su un perfetto equilibrio, è Panucci, in pieno recupero, a beffare gli etnei con un colpo di testa su punizione di Pizarro, complice una scriteriata uscita del non precisissimo Kosicky.

La formazione di Zenga esce a testa alta dall'Olimpico, a differenza dei giallorossi che vengono sommersi di fischi all'uscita. Se il Catania ha mostrato una difesa in vacanza, la retroguardia romana è stata a dir poco imbarazzante. Dopo sei giornate di fastidiosa apatia, possiamo finalmente dirlo: bravi ragazzi! Così si onora la maglia!
17 May 2009 di Fabrizio Vassallo
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